il lavoro flessibile e temporaneo

    Riprendendo il discorso sul lavoro flessibile e temporaneo, l'impatto dell'euro e le prospettive economiche che si aprono davanti alla nostra società, esattamente nel punto in cui l'abbassamento dei prezzi sarà un passaggio obbligatorio, voglio segnalare, dal sito della casa editrice Einaudi, da cui sono tratte anche le citazioni,  questo libro
 

 

 

che descrive, all'interno di una prospettiva più ampia,  un processo  in corso nel mondo occidentale: uno spontaneo abbassamento dei prezzi che sta avviando il riassetto generale di tutta la società.
Scrivono gli autori: "In molti Paesi la diffusione dell'offerta di prodotti e servizi «low cost» comincia a pesare più di una riforma del fisco o del welfare perché aumenta sensibilmente il potere d'acquisto dei salari. Tende perciò a sostituire le vecchie stratificazioni di interessi attorno ai meccanismi redistributivi gestiti dal governo con la prateria di un grande aggregato sociale indistinto: una «classe non più classe» composta da soggetti che, sempre più, chiedono di essere tutelati come consumatori, oltre che come contribuenti e come percettori – attuali o potenziali – di pensioni, contributi e trattamenti assistenziali di vario tipo. Questo vasto milieu sociale è delimitato, in basso, dalle «nuove povertà» dei lavoratori privi di specializzazione che si trovano a competere con la manodopera dei Paesi in via di sviluppo e, in alto, da un grosso ceto «affluente» composto dai ricchi «consolidati» e dalla nuova borghesia della conoscenza….


….Rudi Dornbusch, economista del Massachusetts Institute of Technology, celebre per le sue analisi taglienti e un linguaggio ruvido e beffardo, ha pubblicato Bye bye middle class, un saggio nel quale prevedeva l'imminente scomparsa del «big government» (la tendenza di molti governi a far rientrare nella sfera pubblica la gran parte dei servizi erogati ai cittadini e anche una consistente fetta delle attività produttive), del welfare state e della stessa «classe media con la sua abitudine alla comodità, per non dire alla pigrizia». Dornbusch era consapevole che quella dell'abolizione del «welfare state» era una sfida che i governi non sapevano come affrontare. Avvertiva però che i politici dovevano cominciare a prepararsi a tempi difficili in cui la competizione tra sistemi e imprese, le privatizzazioni e la globalizzazione, oltre ad alcuni innegabili vantaggi economici, avrebbero prodotto anche rilevanti problemi sociali. A cominciare proprio da una riduzione dei redditi del personale privo di specializzazione. ….. Vedeva solo una luce all'orizzonte: l'imminente arrivo dell'euro come «opportunità per una nuova e dinamica visione dell'Europa». Fosse ancora vivo, chissà quali abrasive ironie riserverebbe all'Europa di oggi, in piena crisi economica, istituzionale e di leadership politica. ….


…Qui esistono, ovviamente, problemi di garanzie minime irrinunciabili, di diritti da tutelare, di nuovi equilibri tra libertà e sicurezza (il lavoro autonomo è più libero ma meno garantito). …


….La filosofia di consumo «low cost», insomma, deborderà inevitabilmente nella sfera pubblica: ciò significa, per chi governa lo Stato, ripensare l'offerta pubblica tenendo conto della minore disponibilità della classe della massa a sostenere l'onere del suo finanziamento. In altre parole, dovrà emergere la capacità di dar vita a un vero e proprio welfare «low cost»."


 

il lavoro flessibile e temporaneoultima modifica: 2006-05-06T14:31:44+02:00da mestica
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