il lavoro flessibile

A proposito del lavoro flessibile vorrei aggiungere che, a mio parere,
si stanno salvaguardando gli interesse dei soli datori di lavoro:
è in corso un fortissimo processo di ristrutturazione del potere
industriale e non esiste più una parte politica che ne metta in
discussione il predominio: la sinistra è diventata liberale è ciò che
conta anche per lei è l'esigenza del capitale di produrre profitto.
Tutto ciò a livello europeo, non solo italiano, naturalmente.
E l'etica?
Come possono due giovani sposarsi se hanno un lavoro flessibile?
Con quali garanzie accendere un mutuo per pagarsi la casa o pagare
un affitto? o un finanziamento per acquistare una macchina?
Oppure come può un "padre di famiglia" dare opportunità di studi
universitari ai figli se sulla sua testa incombe la spada di Damocle
del termine del suo impiego?
Conosco due persone che lavorano in due diversi centri commerciali,
il primo gestito da una società francese che assume i dipendenti
con contratti a tempo determinato. Questa persona è uno dei dipen-
denti più anziani, che da qualche anno lavora in quella sede, ma
con un contratto che scade e poi la ditta gli rinnova.
E' sposato e ha un figlio, ma l'insicurezza del posto di lavoro lo
rende titubante di fronte all'eventualità di far crescere la famiglia.
L'altra persona invece è assunto a tempo indeterminato dalla società
proprietaria, come tutta l'equipe che gestisce il punto vendita.
E' giovane e si è comprato una macchina e vede con tranquillità la
prospettiva di sposarsi.
Tali esempi per dire che, anche da un punto di vista etico, le scelte
economiche di spostare la produzione all'estero, insistere soltanto
sull'abbassamento del costo del lavoro, contribuiscono allo svilimento
di quei valori, come la famiglia, che sono il fondamento di tutta
una società.
Dobbiamo rassegnarci a subire passivamente questo processo di ricompo-
sizione del potere capitalistico e basta? Lasciare cioè che ogni cosa
si assesti in maniera che il ricco sia sempre più ricco ed il povero
sempre più povero?
Non esiste più una classe operaia, o qualcosa che concettualmente o
sociologicamente si possa così definire, in quanto non esiste più un
partito che ne sia l'organizzazione, ma i lavoratori dipendenti
restano, restano le esigenze dei lavoratori che non sempre i sindacati
tutelano perché troppo impegnati a non urtare con il potere politico
amico.
Provocatoriamente proponevo, come rimedio al lavoro flessibile,
che gli imprenditori ed altre categorie economie abbassassero i prezzi.
E' vero che non si possono abbasssare i prezzi per decreto, ma sarebbe
un'azione eticamente pregevole.
Però un tizio qualsiasi tra la folla, uno qualsiasi, ha aiutato Cristo
a portare la croce. Chi può pretendere la solidarietà dei più forti?
Dal lavoro flessibile può scaturire un lungo discorso, continuamolo.
 

il lavoro flessibileultima modifica: 2006-04-28T14:36:16+02:00da mestica
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