Il lavoro flatulente

   La sveglia suonò alle sette.
   Disteso sul letto aprì gli occhi.
   Si alzò a sedere appoggiando i piedi sullo scendiletto, nello stato
di queiete silenzioso e meditabondo tipico del primo dopo risveglio.
   Infilò le ciabatte e mentre si alzava in piedi avvertì uno strano for-
micolio allo stomaco: un ribollire di acidi gastrici che risuonava
con un leggero "gurgle gurgle".
   La sera prima aveva cenato con le patatine fritte e non aveva digerito
completamente bene.
   Si avviò verso il bagno, scaricò il contenuto della vescica nel water
e tirò lo sciacquone. Il rumore dell'acqua che scendeva si mescolò ad
un tonante in crescendo che fuoriuscì dal di dietro improvviso con una
nota bassa che continuò ad intonare fin dopo che lo sciacquone si riempì.
   Poi si pose di fronte allo specchio, si chinò leggermente per prendere
il sapone ed una nota acuta accompagnò il movimento.
   Compiute le abluzioni mattutine si spostò in cucina per preparare
la colazione. La colazione passò senza scosse e così pure il rivestimento.
   Uscì di casa e si incamminò verso la vettura parcheggiata lungo il
marciapiede. Giunto nei pressi, mise la mano libera in tasca per
prendere le chiavi.
   Il mazzo di chiavi gli sfuggì dalla mano e cadde a terra. L'uomo si
abbassò per raccoglierlo e, quando raggiunse le chiavi, all'apice del
piegamento, una sonora scorreggia risuonò per l'aria.
   Il suono breve, ma pieno, fece voltare la testa ad un signora che,
in quel momento, era sul marciapiede a pochi metri da lui.
   Istintivamente l'uomo si drizzò in piedi e lo sguardo dell'uomo
e della donna si incrociarono.
   La donna trattenne uno scoppio di risa che si tramutò in un sorriso
fino e tagliente.
   Anche all'uomo venne da ridere, ma abbassò lo sguardo verso terra.
   La donna passò oltre.
   L'uomo salì in macchina diretto al suo lavoro.

Il lavoro flatulenteultima modifica: 2006-04-24T09:07:05+02:00da mestica
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